Rotary.org: Piano direttivo di club - Domande frequenti

Piano direttivo di club


 Domande frequenti

 
 

Che cos'è il piano direttivo di club?
Il piano direttivo di club è la struttura amministrativa consigliata per i Rotary club, basata sulle migliori prassi messe in atto dai club più efficienti negli ultimi 100 anni. Il piano sottolinea l'importanza del consenso nel processo decisionale, della continuità nella leadership e nella gestione dei progetti, e della partecipazione di tutti i soci del club nelle attività umanitarie, conviviali e di formazione.

Perché il Rotary ha bisogno di un piano direttivo a livello di club?
Ogni anno la leadership del Rotary cambia a livello di club, distrettuale e internazionale. Il piano direttivo di club serve a garantire la continuità amministrativa e operativa. Occorre anche tenere presente che i dirigenti del Rotary sono volontari con impegni professionali considerevoli. La struttura consigliata del piano consente ai dirigenti di concentrarsi sui progetti di servizio invece che sulle questioni puramente amministrative.  

L'implementazione del piano è obbligatoria?
No. L’obiettivo del piano è quello di rafforzare i club tramite una serie di prassi comprovate che i club possono adattare alle loro realtà. I club possono adottare solo le pratiche che possono renderli più efficienti.

Come possiamo passare dalla vecchia struttura a quella nuova?
Il club deve cominciare a pianificare il cambiamento almeno sei mesi prima dell’anno rotariano successivo. Il nuovo regolamento tipo del Rotary club e il piano direttivo di club possono essere adottati nella loro interezza o solo in quegli aspetti che possono maggiormente aiutare il club. Dato che i Rotary club sono autonomi, sono liberi di scegliere l'entità dei cambiamenti e il periodo più opportuno per implementarli.

Che significato hanno le quattro vie d’azione nell’ambito del Piano?
Le quattro vie d’azione (azione interna, professionale, di pubblico interesse e internazionale) rappresentano il nucleo centrale dell'opera rotariana e servono a garantire che le attività umanitarie dei club siano equilibrate e "al di sopra di ogni interesse personale". Le cinque commissioni consigliate – amministrazione, relazioni pubbliche, effettivo, progetti e Fondazione Rotary – possono aiutare i club nelle questioni amministrative e nella realizzazione degli obiettivi.

Se il piano direttivo prevede cinque commissioni, i presidenti di ognuna di esse diventano automaticamente membri del consiglio direttivo del club?
Non necessariamente. Secondo il regolamento tipo del Rotary club, i membri del consiglio direttivo sono eletti dai soci e si occupano dell'amministrazione del club, mentre i presidenti delle commissioni vengono nominati dal presidente eletto del club con l'incarico di realizzare gli obiettivi del club. I membri del consiglio direttivo decidono in merito alle proposte operative e finanziarie presentate dalle varie commissioni, mentre i presidenti delle commissioni si occupano solo del lavoro svolto dalla commissione di cui sono alla guida. In alcuni club il consigliere può essere anche presidente di commissione, ma il doppio incarico non è obbligatorio. 

La commissione per i Progetti non ha un carico di lavoro eccessivo, dovendosi occupare dei progetti di carattere professionale, di interesse pubblico e internazionale?
I club possono istituire delle sottocommissioni incaricate della realizzazione degli obiettivi nel settore di loro competenza. In questi casi la commissione Progetti svolgerebbe un ruolo di supervisione, volto a evitare la duplicazione delle attività.

Di che cosa si occupa la commissione per la Fondazione Rotary?
La commissione per la Fondazione Rotary aiuta il club a partecipare ai programmi della Fondazione e a raccogliere i fondi necessari a sostenerli. Nel 2006-07 la Fondazione Rotary ha stanziato oltre 100,2 milioni di dollari in sovvenzioni umanitarie, educative e  PolioPlus allo scopo di sostenere gli obiettivi del Rotary. La commissione per la Fondazione si occupa di presentare le domande per sovvenzionare gli obiettivi di servizio del club.

Come si può adattare il piano direttivo a club di dimensioni diverse?
I Rotary club contano da meno di 20 soci a più di 200. Gli obiettivi del piano direttivo – la continuità amministrativa, il consenso e la partecipazione dei soci – possono beneficiare i club di qualsiasi dimensione, e la struttura consigliata può essere modificata secondo le necessità dei diversi club. I club più piccoli possono cominciare con le cinque commissioni di base, e aggiungerne via via delle altre se necessario, mentre i club più grandi possono istituire commissioni addizionali o sottocommissioni che li aiutino nella realizzazione degli obiettivi e che coinvolgano attivamente tutti i soci.  

Il nostro club è stato fondato da meno di due anni. Perché dovremmo adottare il piano?
Anche i nuovi club possono trarre vantaggio dal piano direttivo, che si basa sulle pratiche migliori già sperimentate negli anni dai club di lunga data.

Quali sono le risorse disponibili?
La pubblicazione Piano direttivo di club (PDF), distribuita ai presidenti eletti durante il SIPE, presenta informazioni utili e suggerimenti sulle strategie e la tempistica per l’implementazione. La pagina sul Piano direttivo, nel sito web del Rotary, comprende un elenco di risorse tra cui le disposizioni del Consiglio centrale, un foglio di lavoro per aiutare i club nell'implementazione del piano, e la Guida alla pianificazione di club efficienti.

A livello distrettuale il governatore e il suo assistente potranno aiutarvi a implementare il piano e ad assicurare che le cinque commissioni di base del club siano assistite dalle corrispondenti commissioni distrettuali.