Messaggi mensili
Maggio 2013
Cari amici Rotariani,
dal momento in cui sono stato nominato Presidente del Rotary International, sapevo che avrei scelto un tema incentrato sulla pace. Per questa ragione ho programmato tre forum sulla pace – per offrire ai Rotariani l’opportunità per pensare alla pace, per parlare di pace e per condividere le loro idee su come edificare la pace insieme. L’ultimo Forum sulla pace mondiale si svolgerà questo mese a Hiroshima, in Giappone.
Ogni giorno, sentiamo dire la parola pace. Ma la maggior parte di noi passa poco tempo a riflettere su che cosa sia la pace. In maniera semplicistica, potremmo definire la pace per quello che non è. È uno stato di assenza di guerra, violenza e paura. Significa che non siamo in pericolo di fame, o persecuzione, o povertà.
Però, potremmo definire la pace per quello che è e per quello che potrebbe essere. Pace può significare libertà di pensiero e di parola, libertà d’opinione e di scelta, e la capacità di avere auto-determinazione. Potrebbe significare sicurezza, fiducia nel futuro – una vita e una casa in una società stabile. A livello più astratto, la pace potrebbe significare un senso di felicità, di serenità e di calma.
A prescindere da come usiamo questa parola, e da cosa intendiamo per pace, il Rotary ci può aiutare a realizzarla. Il Rotary aiuta a rispondere ai bisogni basilari del prossimo – a fornire assistenza medica, strutture igienico-sanitarie, cibo e istruzione quando e dove sono più necessari. Ci aiuta a rispondere anche ai bisogni più intimi, come l’amicizia, la connessione e l’attenzione. E il Rotary ci aiuta a edificare la pace nel senso più tradizionale, riducendo le cause dei conflitti; crea dei ponti di amicizia e tolleranza tra i popoli e le nazioni e ci aiuta a capirci l’un l’altro.
A prescindere da come definiamo la pace, e da cosa significa per ognuno di noi, possiamo avvicinarci all’obiettivo attraverso il servizio. La pace, per tutti i modi in cui la intendiamo, è un obiettivo reale, ed un obiettivo realistico per il Rotary. La pace non è solo qualcosa che possiamo realizzare attraverso trattati, o grazie ai Governi, o attraverso sforzi eroici. Si tratta di qualcosa che possiamo trovare e realizzare – ogni giorno, e in modi molto semplici.
Pertanto, ringrazio tutti per l’impegno per realizzare La pace attraverso il servizio – e per l’obiettivo rotariano di un mondo più pacifico.
Aprile 2013
Cari amici Rotariani,
Il Rotary è un’organizzazione internazionale, e quando viaggio per il Rotary, di solito parlo in inglese. Ma è passato tanto tempo dal mio ultimo esame d’inglese, e quando lavoro a Evanston, ho sempre accanto a me un’interprete giapponese. È importante capire ogni parola nelle riunioni, ed è importante anche che lo staff capisca quello che sto dicendo.
È stata una nuova esperienza per me parlare giapponese ad un gruppo e sentire le mie parole riportate in inglese. Anche adesso, lo trovo interessante. Sento come mi esprimo in nuovi modi in inglese, e vedo anche come potrebbe essere non parlare giapponese.
Ma forse il momento più interessante è stato all’inizio del mio anno d’incarico come presidente eletto, quando ero in una riunione con i membri dello staff del Rotary. Per assicurarmi che potessimo comunicare bene, avevo con me un’interprete giapponese. Ho parlato in giapponese, e lei ha interpretato le mie parole in inglese. Abbiamo avuto una riunione piacevole e produttiva.
Alla fine dell’incontro, un membro dello staff mi si è avvicinato e mi ha chiesto: “C’è una parola che lei ha usato varie volte in giapponese. Vorrei sapere cosa significa la parola ichiban?”. Io le ho risposto che ichiban in giapponese non trasmette nessuna filosofia o concetto complesso, ma significa semplicemente fare del proprio meglio, essere “il migliore”.
Ma questo mi ha portato a pensare che, con tutte le parole che avevo usato in giapponese, con tutte le parole che l’impiegata aveva sentito ripetere, quella era la parola che ha sentito più delle altre. Non mi ero reso conto di averla usata tante volte. Per me, vedete, quella parola, ichiban, è essenziale per spiegare cosa sento per il mio lavoro da Rotariano, e da Presidente del Rotary.
Per me, servizio del Rotary significa essere ichiban. Significa fare il più possibile, del proprio meglio, non per sé stessi, ma per il prossimo. Significa realizzare il più possibile, rendere migliore la vita degli altri.
Nel dizionario, ichiban significa “il migliore”. Ma nel Rotary, “il migliore” significa qualcosa di diverso. Significa usare il motto Servire al di sopra di ogni interesse personale in tutto ciò che pensiamo. Significa dare un’occhiata al proprio impegno, non nel senso di quanto costi questo impegno, ma nel senso di quello che può dare. In questo modo, saremo ispirati a fare molto di più. È nostro compito fare in modo che il nostro servizio nel Rotary sia ichiban – in modo che possiamo fare e dare il meglio per La pace attraverso il servizio.
Marzo 2013
Cari amici Rotariani,
quando ero giovane, volevo viaggiare per il mondo. Ma in quegli anni, ho potuto solo sognare i miei viaggi. Il mondo al di fuori dei confini del Giappone sembrava lontano. Come tutti gli studenti giapponesi, ho studiato inglese a scuola. Ricordo ancora il mio primo libro in inglese; sulla prima pagina c'era scritto: "Questa è una penna". Parlo di circa 50 anni fa, e da allora il mondo è cambiato molto. In qualità di presidente del Rotary International, adesso viaggio più di quanto avessi mai sognato.
In ogni nuovo posto, trovo una nuova lingua. Trovo nuove persone e nuove usanze. Faccio del mio meglio per imparare qualcosa da tutti. Credo che ogni persona che incontro abbia qualcosa da insegnarmi. Forse per questo credo di aver capito meglio lo Scambio giovani del Rotary. E capisco ancora meglio il bel regalo che il Rotary offre attraverso lo Scambio giovani. Gli scambi aprono gli orizzonti della mente, aiutano a creare fiducia e facilitano la comunicazione. Consentono di riunire persone provenienti da diversi Paesi e culture.
Ogni giovane che partecipa ad uno Scambio giovani del Rotary imparerà molto. Scoprirà che le persone che sembrano così diverse sono in realtà simili. Comincierà ad apprezzare ciò che accomuna la gente di tutto il mondo. Acquisirà una comprensione più ampia del mondo. Alla fine, ritornerà a casa come una persona nuova.
Non conoscerà più una sola lingua e una sola cultura. Manterrà i contatti con le persone del Paese ospitante e con i compagni partecipanti allo scambio di altri Paesi. Alla fine dello scambio, sarà considerato come un membro della famiglia ospitante. E farà parte anche della famiglia Rotary, che è la famiglia più grande e più internazionale del mondo.
Il programma dello Scambio giovani del Rotary continua ad operare dopo più di 40 anni di successi e adesso fa parte della quinta Via d'Azione: l'Azione Nuove generazioni. Quest'area include anche il servizio di volontariato realizzato attraverso Interact, Rotaract, RYLA, e tante attività di club e distretto che coinvolgono i giovani fino a 30 anni.
Quando focalizziamo la nostra attenzione sui giovani, stiamo puntando i nostri sforzi alla costruzione del futuro del Rotary e di un mondo più pacifico. Quando provvediamo ad aiutare i giovani, stiamo aiutando a guidare il Rotary verso la prossima generazione. Stiamo promuovendo la comprensione fra le nazioni e le culture. Stiamo insegnando l'importanza del servizio verso gli altri, e stiamo trasmettendo i nostri valori fondamentali. E così facendo, stiamo aiutando ad edificare la pace.
Lo Scambio giovani svolge un ruolo essenziale nella missione universale del Rotary che mira all'edificazione della pace, contribuendo a creare, con uno scambio alla volta, i buoni rapporti tra le nazioni.
Febbraio 2013
Carissimi Rotariani,
a dicembre, ho parlato al primo dei tre Forum sulla pace mondiale del Rotary in programma per questo anno rotariano. Il primo evento, con il tema “Pace senza frontiere”, si è svolto a Berlino, la sede dell’Orologio della pace di Berlino. L’orologio, inteso come opera d’arte, è alto 3 metri, e pesa oltre 3 tonnellate. Sul lato dell’orologio compaiono le seguenti parole: “Il tempo scalfisce tutti i muri”.
L’orologio è stato presentato il 9 novembre 1989, la data della caduta del Muro di Berlino. Si tratta di una meravigliosa coincidenza che, nel momento in cui le lancette dell’orologio hanno cominciato a muoversi, è arrivato l’ordine di aprire il confine con Berlino Ovest. Le parole scritte sull’orologio si sono avverate.
Nel Rotary, non dividiamo il mondo in nazioni, culture o lingue. Non importa cosa è scritto sui vostri passaporti. Quello che conta è che voi credete al motto “Servire al di sopra di ogni interesse personale”. Purtroppo, anche nel Rotary, è facile pensare in termini di Paesi e comunità. “Questo progetto potrebbe aiutare qualcuno nella mia comunità, o quest’altro progetto potrebbe aiutare qualcuno in Germania, Kenya o Sudafrica”. A volte, noi pensiamo a frontiere di altro tipo. “Questo progetto potrebbe aiutare i giovani, o gli anziani, o gli affamati, i poveri, i malati, o le persone differentemente abili”.
La verità è che Servire al di sopra di ogni interesse personale non conosce frontiere. Quando noi serviamo, il nostro impatto non si limita alla nostra comunità, o alla comunità che stiamo aiutando. Non stiamo solo aiutando i giovani, o gli anziani, la tale scuola o il tale orfanotrofio. Quando noi serviamo, aiutiamo tutta l’umanità. Gli effetti di quello che facciamo andranno avanti a lungo.
Quando decidiamo di Servire al di sopra di ogni interesse personale, noi facciamo una scelta. Stiamo scegliendo di mettere i bisogni degli altri prima dei nostri desideri. In pratica, stiamo dichiarando: “I tuoi problemi sono i miei problemi e io sono interessato ad aiutarti”.
Il Rotary porta la pace rispondendo ai bisogni che causano conflitti: acqua pulita, nutrizione, strutture igienico-sanitarie e cure sanitarie. Rispondendo a queste esigenze, si creano opportunità. E vi è speranza: la speranza non ha frontiere, ma è un giardino dove può crescere la pace.
La pace attraverso il servizio produce il meglio in tutti noi. Ci fa rendere conto delle frontiere con cui ci circondiamo – e ci aiuta ad abbatterle.
Gennaio 2013
Carissimi Rotariani,
Sono un uomo d'affari giapponese e indosso giacca e cravatta tutti i giorni. All'occhiello ho la spilla del Rotary, che porto sempre perché sono orgoglioso di essere Rotariano. Ovunque io vada la gente la nota e mi riconosce. I Rotariani la vedono e sanno che sono un amico, ma la vedono anche i non Rotariani. Il mio desiderio è che anche loro capiscano il significato di questa spilla.
È proprio per questo che desidero invitarvi a indossare la spilla del Rotary e a diffonderne il significato. Io credo che portare questa spilla ci faccia sentire diversi. Ci invita a riflettere prima di parlare e prima di agire. Ci fa ricordare, in ogni momento, che siamo Rotariani e che come tali siamo qui per servire.
Tutti noi dovremmo essere pronti a parlare del Rotary. Quando qualcuno vi chiederà della spilla dovrete essere pronti a dare una risposta. Che cos'è il Rotary? Che cosa fanno i Rotariani? Sono domande cui ognuno di noi dovrebbe essere sempre in grado di rispondere.
Non possiamo presentarci ai potenziali soci e invitarli a diventare Rotariani solo perché abbiamo bisogno di nuove leve. Dobbiamo dimostrare loro che il Rotary è un'organizzazione straordinaria e che appartenere a un Rotary club contribuirà a renderli più felici.
Invitare qualcuno a diventare Rotariano è anche un dono che gli facciamo: penso che tutti noi siamo riconoscenti alla persona che ci ha invitato a diventare soci. Io so che la mia vita è molto più felice ed è diventata molto più produttiva grazie al Rotary. Indubbiamente il giorno in cui sono diventato socio del Rotary Club di Yashio per me ha segnato il primo passo di un nuovo percorso: un percorso caratterizzato da relazioni migliori, da una maggiore soddisfazione e da un maggior senso di realizzazione e di pace.
Questo è un sentimento che desidero condividere con gli altri. E so che uno dei modi per farlo è portare nuovi soci. Ma lo dobbiamo fare anche diffondendo una maggiore consapevolezza del Rotary e della sua opera, concentrandoci sulla nostra immagine pubblica e indossando ogni giorno la spilla del Rotary.
Dicembre 2012
Carissimi Rotariani,
il 2012 è quasi finito e siamo arrivati al giro di boa dell'anno rotariano. È arrivato il momento di valutare gli obiettivi che ci eravamo prestabiliti e i progressi ottenuti. Siamo sulla buona strada per realizzare quanto ci siamo prefissati?
Io credo fermamente nell'importanza di stabilire degli obiettivi elevati ma anche realistici. Un obiettivo valido deve essere a portata di mano ma, al tempo stesso, deve richiedere qualche sforzo perché lo si possa raggiungere. La disponibilità ad affrontare nuove sfide ci aiuta a scoprire ciò cui siamo davvero capaci: probabilmente molto più di quanto non pensiamo.
Il 1° luglio affronteremo la sfida più nuova per la nostra organizzazione: la completa implementazione del Piano di Visione Futura, il nuovo modello di sovvenzioni della nostra Fondazione. Noi Rotariani ci siamo posti un obiettivo semplice e vitale: fare il maggior bene possibile con le risorse a nostra disposizione. A questo scopo, ci daremo da fare per ridurre i costi generali; per migliorare la responsabilità, la trasparenza e il controllo a livello locale; e per concentrare maggiormente la nostra attività di servizio nelle aree in cui sappiamo di poter avere il massimo impatto.
Con il Piano di Visione Futura, adotteremo una struttura di sovvenzioni semplificata che ci incoraggia a impegnarci nelle nostre sei aree d'intervento: pace e prevenzione/risoluzione dei conflitti, prevenzione e cura delle malattie, acqua e strutture igienico-sanitarie, salute materna e infantile, alfabetizzazione ed educazione di base, e sviluppo economico e comunitario. Si tratta di aree nelle quali i Rotariani di tutto il mondo sono già impegnati da molti anni, nelle quali abbiamo maturato una considerevole esperienza e ottenuto risultati che comprovano la sostenibilità dei progetti svolti.
La sostenibilità sarà uno dei criteri fondamentali della Visione Futura man mano che ci orienteremo verso progetti a lungo termine e di forte impatto. In poche parole, un progetto è sostenibile quando continua a beneficiare il mondo anche una volta terminati i fondi della sovvenzione Rotary. L'esempio per eccellenza di un progetto sostenibile è, come sappiamo bene, l'eradicazione della polio. Con la scomparsa della poliomielite, il bene che abbiamo fatto durerà nel tempo, anche secoli dopo la somministrazione dell'ultimo vaccino. E l'insegnamento che abbiamo ricavato dal programma PolioPlus è universale. Perché un progetto sia veramente sostenibile è necessario un attento lavoro di pianificazione e cooperazione, accompagnato da una prospettiva a lungo termine e dalla volontà di considerare i membri della comunità non come beneficiari passivi ma come nostri collaboratori nel servire.
Adottare la Visione Futura significa accettare una visione più ambiziosa del Rotary, che ci spinge ad affrontare questioni importanti con soluzioni ponderate e durature. Si tratta di un nuovo modo di intendere il servire, con un approccio che a mio parere renderà la nostra Fondazione sempre più in grado di "fare del bene nel mondo".
Novembre 2012
Cari amici Rotariani,
ci sono tanti modi per descrivere la nostra Fondazione Rotary. Ma io considero la nostra Fondazione, letteralmente, come le Fondamenta di tutto il Rotary.
Non pensiamo spesso alla terra sotto i nostri piedi. Non pensiamo spesso alle mura che reggono le nostre case. Diamo per scontato tutto questo. Ci pensiamo solo quando non ci sono più.
Non troppo tempo fa, in Giappone, la terra ci è crollata sotto i piedi. Venerdì, 11 marzo 2011, un terremoto di magnitudo 9 ha scosso il Giappone nelle sue fondamenta. Oltre 15.000 persone sono morte, e altre 6.000 sono rimaste ferite, con più di 4.000 date per disperse. Il totale delle perdite in termini economici dovute a questa calamità è stato stimato a oltre 300 miliardi di dollari.
In poche ore, mezzo milione di persone in uno dei Paesi più ricchi e sviluppati del mondo ha perso tutto. Queste persone sono passate da una vita confortevole a un futuro incerto, vivendo nelle palestre delle scuole, nelle tende e in edifici pericolanti.
In Giappone, eravamo abituati ai terremoti. E pensavamo di essere pronti a tutto, ma nessuno poteva prevedere un terremoto del genere.
Il terremoto di quel giorno ha cambiato il Giappone e tutti i suoi abitanti. Ci ha fatto capire quanto sono fragili le nostre vite. E mi ha fatto rendere conto che non c’è molta differenza tra me e le persone che aiuto tramite il Rotary.
È molto facile pensare alle persone che aiutiamo attraverso la Fondazione come persone molto diverse da noi. Vivono lontano da noi, non parlano la nostra lingua e la loro cultura non ci è familiare. Non sappiamo cosa significa non avere acqua corrente, o strutture igienico-sanitarie e neppure cosa sia non essere istruiti. Noi vediamo le foto, leggiamo le storie negli articoli sulla povertà, sulla guerra e sulle calamità. Guardiamo, da lontano, le persone che vivono questi momenti tanto terribili. Ma è difficile metterci nei loro panni.
Oggi, vorrei dirvi che non c’è nulla che separa tutti noi dalle persone che aiutiamo. Siamo tutti uguali. Solo che le circostanze che ci circondano sono differenti.
Attraverso la nostra Fondazione, abbiamo il potere di mettere in pratica le parole del motto della Fondazione: Fare del bene nel mondo. Attraverso la Fondazione, possiamo fare molto più bene di quanto possiamo mai fare da soli. E questo fa davvero la differenza – nella vita di persone proprio come noi.
Ottobre 2012
Cari amici Rotariani,
Ogni Rotariano è diverso. Ogni Rotariano è stato attratto al Rotary per ragioni diverse, e molti ricordano in modo vivido il loro primo "Momento Rotary" - il momento in cui sono passati dall'essere dei semplici soci del loro Rotary club all'essere Rotariani impegnati.
Mi piace ascoltare queste storie e scoprire da che cosa è stato attirato ogni Rotariano nel Rotary. Per alcuni, si trattava di ricoprire un incarico nel Rotary, un progetto particolare, o un Congresso. Per me, è stato un relatore durante una delle regolari riunioni settimanali del Rotary Club di Yashio, circa due anni dopo la mia affiliazione.
Sono uno dei soci fondatori del mio club, e sono stato invitato ad affiliarmi dal presidente fondatore del club. Non avevo mai sentito parlare di Rotary, e in quel tempo, non sapevo bene cosa significasse il servizio. Ma ero nuovo a Yashio; mi ero appena trasferito lì da Tokyo, e non conoscevo molte persone. Ho pensato che il Rotary sarebbe stato un ottimo modo per fare amicizie e allacciare rapporti d’affari; tra l’altro, rispettavo la persona che mi aveva invitato, e così mi sono affiliato.
Ma onestamente, per i primi due anni, non abbiamo realizzato molto. Ogni settimana, andavo alla riunione di club, ascoltavo le presentazioni, pranzavo con i colleghi e andavo a casa. Pagavo le mie quote di partecipazione e contribuivo alla Fondazione Rotary. Tuttavia non ero coinvolto nell’attività di volontariato. Non sapevo in che cosa consisteva il servizio del Rotary.
Ma tutto è cambiato la settimana in cui uno dei relatori ha parlato di azione professionale. Si trattava di una nuova idea per me. Fino ad allora, non avevo pensato molto sullo scopo della mia vita, o sul perché ero coinvolto nei miei affari. Ero troppo occupato nel mio lavoro. Ero sempre concentrato sulla conduzione delle mie attività aziendali, e su come rendere l’azienda più grande ed efficiente. Non avevo mai preso in considerazione di dare un senso più profondo al mio lavoro.
L’aver considerato l’idea dell’azione professionale ha cambiato il mio atteggiamento nei confronti del mio lavoro e scopo della mia vita. Mi sono reso conto che l’obiettivo di un professionista non è solo di guadagnarsi da vivere. Lo scopo è di essere un membro della comunità che dà il suo contributo per rendere la comunità più solida ed aiutare a migliorare la vita degli altri. Dopo aver capito questo, e dopo aver compreso il concetto di “Servire al di sopra di ogni interesse personale”, la mia vita è cambiata, e mi sono incamminato sulla via del servizio nel Rotary. È questo il mio Momento Rotary.
Settembre 2012
Cari amici Rotariani,
come molti di voi sapranno già, adesso abbiamo cinque Vie d’Azione nel Rotary. La quinta, e più recente, è l’Azione Nuove generazioni. Vi sono molti modi di fare volontariato attraverso quest’azione, e potrete leggere diversi modi per farlo nel numero di questo mese.
Tutto ciò in cui ci adoperiamo: istruire i bambini, migliorare la salute materna, aiutare le famiglie ad avere una vita più sana, sono tutti esempi di azione delle Nuove generazioni. Il nostro impegno con le Nuove generazioni riguarda anche aiutare ad eradicare la polio, ad assicurare che le generazioni future nascano in un mondo senza polio.
I nostri programmi per ragazzi e giovani adulti, come Rotaract, Interact, RYLA e Scambio giovani, sono una componente molto importante di questa Via d’Azione. Dobbiamo sempre ricordarci che i giovani d’oggi sono i leader di domani. Aiutando a sviluppare dei giovani leader e portando giovani soci nei nostri club, noi rafforziamo le comunità ed il futuro del Rotary.
Per la maggior parte della mia vita, sono stato un venditore. Molto tempo fa ho imparato che essere un buon venditore non basta. Occorre avere anche un buon prodotto. Quando si è dei buoni venditori, si riesce a realizzare la prima vendita, ma senza un buon prodotto da vendere, si riuscirà a fare solo la prima vendita. Non si faranno altre vendite!
Non basta portare nuovi soci nel Rotary. Vogliamo anche che rimangano. Vogliamo che i nuovi soci giovani diventino dei soci a lungo termine. Vogliamo che loro diventino i leader rotariani del futuro, fra 10, 20, o 30 anni.
Come realizzare questo? Dobbiamo dare un’occhiata al nostro “prodotto”. Dobbiamo dare un’occhiata al Rotary, non con il nostro consueto punto di vista, ma con una nuova ottica. Quando invitiamo nuovi soci ad affiliarsi, ed essi rispondono di no, dovremmo chiedere loro il perché. Non si tratta di fare pressione su qualcuno per ottenere la sua affiliazione, ma per ottenere maggiori informazioni. Quali sono gli ostacoli all’affiliazione? L’orario delle riunioni non è conveniente? Oppure si tratta di qualcosa a cui non abbiamo ancora pensato?
Dobbiamo fare domande e dobbiamo essere aperti a ricevere le risposte. Non possiamo dire “no, non lo faremo”, solo perché si tratta di qualcosa che non abbiamo mai fatto prima. Perché non offriamo il servizio di asilo nido durante le riunioni di club? Perché non coinvolgiamo le famiglie nei progetti? Perché non rendiamo meno rigidi i requisiti di frequenza alle riunioni, magari riducendone il numero?
La nostra nuova Via d’Azione Nuove generazioni è un passo importante per garantire molte generazioni future di Rotariani, per Servire al di sopra di ogni interesse personale.
Agosto 2012
Cari amici Rotariani,
che cos’è il Rotary? Quando chiedo questo ai Rotariani, spesso mi rispondono in modo vago. E quando mi sono chiesto la stessa cosa, ci ho dovuto pensare sopra. Agosto è il mese dell’effettivo e dell’espansione nel Rotary, e desidero che tutti i Rotariani siano in grado di mandare un messaggio unico su quello che è il Rotary e sulle ragioni per le quali hanno deciso di affiliarsi all’organizzazione.
La chiave per incrementare l’effettivo è di riuscire ad avere ogni Rotariano convinto che è un bene essere Rotariani, e trasmettere la propria passione agli altri. Nel Rotary, tendiamo ad essere modesti e a tenerci per noi i successi ottenuti. Ma noi dovremmo condividere i successi con quelli che ci circondano e col mondo intero.
Ogni Rotariano ha un’esperienza specifica da condividere. Alcuni descrivono tale esperienza come “Momento Rotary”. Io ritengo che sia molto importante condividere questo momento con gli altri. I fatti e le cifre aiutano, ma condividere un’esperienza personale può aprire porte e creare amicizie.
Per questo ho deciso di creare alcuni messaggi campione che ho chiamato “Momenti Rotary”. Potrete usare questi messaggi di uno o tre minuti per rispondere alla domanda “Che cos’è il Rotary?” in un modo molto personale. I messaggi Vi aiuteranno a parlare di progetti nei quali siete stati coinvolti, di come avete aiutato la Vostra comunità e quello che è stato significativo nella Vostra esperienza.
Per rafforzare il Rotary, abbiamo bisogno di ulteriori soci. Ma a meno che questi soci siano convinti dei benefici dell’organizzazione e possano condividere la loro passione con gli altri, l’espansione del Rotary non avrà senso.
Se ogni Rotariano è felice di essere Rotariano, e sparge la voce con un messaggio chiaro e unico, se ogni Rotariano nel mondo diventa il proprio reparto di Pubbliche Relazioni, lo sforzo coordinato e collettivo produrrà risultati enormi. Questi messaggi campione aiuteranno tutti noi a comunicare il nostro entusiasmo agli altri. E questo porterà ad un aumento dell’effettivo e della sua conservazione.
I messaggi sono disponibili per il download gratuito sul sito www.rotary.org/it, ed i Rotariani possono acquistare ulteriori materiali per l’effettivo visitando il negozio online del Rotary, shop.rotary.org.
Ritengo personalmente che lo scopo di ogni vita umana è di aiutare il prossimo e contribuire alla società. Una volta che i Rotariani cominciano ad usare questi messaggi, il mondo saprà ancora meglio come il Rotary sta aiutando la gente a vivere in questo modo. Incoraggio ognuno di Voi a condividere il proprio Momento Rotary con altri Rotariani e non Rotariani.
Luglio 2012
Cari amici Rotariani,
io faccio parte della prima generazione giapponese cresciuta dopo una terribile guerra ed è quindi naturale per i miei connazionali rendere la pace una priorità. Noi abbiamo visto in prima persona a cosa ha portato il militarismo del nostro Paese, e abbiamo anche visto la grande crescita economica della nostra nazione dopo che ha deciso di accogliere l’ideale della pace.
Quella decisione ha consentito al Giappone di crescere e prosperare. Ha consentito ad intere generazioni di ragazzi di crescere sicuri, di ottenere un’istruzione e di migliorare la loro vita. La decisione ha cambiato in modo fondamentale l’attegiamento giapponese verso altri Paesi e culture. E ci ha portati ad avere una maggiore apertura mentale, diventando più tolleranti, ed in cerca di maggiore comprensione nel mondo.
La pace ha anche ridiretto le nostre energie verso obiettivi più positivi. In Giappone, è nostra tradizione prioritarizzare i bisogni della nazione prima dei bisogni dei singoli individui e questo ha sempre fatto parte della nostra cultura. Durante le settimane e i mesi successivi al grande disastroso terremoto di marzo 2011, questo è stato ciò che ci ha aiutato a sopravvivere ed a ricostruire.
Tutto il mondo può imparare da questa nostra esperienza, in modo positivo. Quando i bisogni altrui sono più importanti dei nostri, quando ci concentriamo su un obiettivo comune per il bene di tutti, tutto cambia. Cambia il modo in cui percepiamo il mondo. Cambiano le nostre priorità. E cambia il modo in cui comprendiamo l’idea di pace.
Nell’anno rotariano 2012-2013, la pace sarà il nostro focus e il nostro obiettivo, e io chiedo a tutti i Rotariani di lavorare attivamente per realizzare La pace attraverso il servizio.
La fiducia nella forza del servizio è alla base del Rotary. Chiedendo di fare del servizio una priorità, mettiamo i bisogni altrui davanti ai nostri. Possiamo sentire più da vicino le difficoltà degli altri; diventiamo più generosi con il nostro tempo e le nostre risorse, e assumiamo un modo di pensare più aperto. Invece di provare a cambiare gli altri, ci rendiamo conto che tutti, e tutto ciò che ci circonda, hanno qualcosa da insegnarci.
Attraverso il servizio, diventiamo più tolleranti delle differenze e più grati per le persone nella nostra vita. Il nostro senso di gratitudine ci porta a capire meglio gli altri e a vedere tutto ciò che c’è di bello in ognuno di noi. Attraverso una migliore comprensione, impariamo a rispettare il prossimo. Grazie al rispetto reciproco, noi riusciamo a vivere insieme in pace.
Per queste ragioni, chiedo a tutti Voi di mettere il motto La pace attraverso il servizio alla base del Vostro impegno nel Rotary quest’anno, e di impegnarVi per l’obiettivo rotariano di un mondo più pacifico.
Sakuji Tanaka
Presidente, Rotary International